Dodici modi per prevenire, evitare e gestire attacchi violenti

di Eyal Yanilov (President and Head Instructor of KMG)

Quando si parla di difesa personale, il metodo KMG è un sistema integrato con specifici benefici nel prevenire, evitare e gestire attacchi violenti.

 

 

Il sistema è stato sviluppato attraverso gli anni dal Maestro Eyal Yanilov (per 20 anni l’assistente più vicino ad Imi, il fondatore del Krav Maga) che in questo articolo ci suggerisce le 12 modalità più efficaci per gestire questo  tipo di attacchi.

 

  1. Capire la situazione

Lo scopo qui è focalizzare e capire il più velocemente possibile quale è la natura specifica del confronto.

 

 

 

 

 

 

2. Identificare le intenzioni dell’aggressore

Attraverso il contatto degli occhi, leggendo il linguaggio del corpo dell’aggressore e affrontando lo stesso con le mani alte, permette di essere in una migliore condizione di partenza. Come descritto in uno dei miei articoli sui Principi del Krav Maga, lo scopo ultimo è essere in vantaggio o, per semplificare le cose, in una “situazione vincente”.

 

 

3. Evitare

E’ molto importante tenere la distanza dall’aggressore. Bisogna considerare sempre che, a prescindere se di fronte abbiamo una persona di due metri o un bambino di 10 anni, la distanza è sempre un fattore cruciale.

 

 

 

 

4. Prevenzione

Fermare la progressione di una violenza ad uno stato inziale è sempre cruciale. Perciò, le seguenti tre regole sono molto importanti:

1.Correre via (se possibile) è la soluzione più immediata e più sicura;

2.Equipaggiarsi velocemente con un oggetto comune, per minaccia o utilizzo, in modo da sconfiggere l’aggressore, mentalmente o fisicamente.

3.Prevenire la situazione in primo luogo senza creare alcun contatto.

Se invece si è obbligati allora bisogna agire nella maniera più veloce possibile e nel modo più efficace per eliminare la minaccia.

 

  1. Attacco preventivo

Si possono usare diversi “Attacchi Preventivi” per evitare che l’aggressore ci raggiunga o colpisca. Si possono utilizzare questi quando:

1.Comprendiamo le intenzioni e gli strumenti dell’aggressore;

2.Sentiamo che il pericolo è immediato e reale;

3.Non abbiamo a disposizione altre alternative.

 

6. Sottomissione e compiacenza

A volte, utilizzare un linguaggio del corpo accondiscendente tenendo sempre a mente che appena possibile dobbiamo lasciare l’area potrebbe essere il migliore comportamento.

La sottomissione funziona bene quando l’aggressore è alla ricerca della dominazione e di solito si avranno solo piccoli danni o nessuno. Naturalmente, si potrebbe perdere lo scontro e soffrire di danno sociale ma almeno non ci saranno ripercussioni fisiche serie.

L’accondiscendenza, dall’altro lato, funziona bene quando l’aggressore è alla ricerca di risorse, come nel caso di uno scippo o furto, e dare al ladro “quello per cui è venuto” può essere una soluzione. Va notato che il processo attraverso il quale dare oppure iniziare un’accondiscendenza va imparato e praticato.

Nel caso in cui si percepisce che l’accondiscendenza o la sottomissione non funziona in una data situazione, allora bisogna attivare un’appropriata reazione aggressiva o utilizzare un comportamento falso per attaccare appena possibile.

 

7. Ricerca di assistenza

Una delle azioni più importanti che un allievo KMG deve prendere in considerazione è la ricerca di assistenza.  Cercare l’aiuto di altri è corretto e potrebbe permetterci di dominare le brutte intenzioni dell’aggressore.

Comunque, non sempre si ha la possibilità di richiedere aiuto e quindi bisogna essere consapevoli dell’ambiente circostante e prestare attenzione ai movimenti dell’aggressore.

Ad ogni modo, la principale e utile assunzione è “ è mio compito e dovere di agire, nessuno può fare questo per me”. Così se qualcuno offre aiuto allora siamo stati fortunati.

 

 

8. Utilizzare la tecnica appropriata

E’ molto importante l’uso della corretta tecnica e tattica KMG in relazione al posto ed al momento, oltre che al giusto stato fisico e mentale. Questo è il modo più bilanciato per espletare la propria reazione. Sfruttare questo a proprio vantaggio ci consente di guidare ed avere sotto controllo la situazione. Inoltre, bisogna essere focalizzati il più possibile e neutralizzare tutti i fattori di disturbo e distrazione.

 

 

9. Evitare conseguenze illegali

Essere sotto attacco non significa che possiamo reagire in qualsiasi modo vogliamo, sia nel caso di utilizzo di armi da fuoco che di un pugno o di una pietra. Al contrario, si potrebbe fare “de-escalation” e lasciare l’area a rischio prima che la situazione degeneri.

Bisogna agire in linea con la legge e perciò l’utilizzo di strumenti e armi contro un aggressore è una decisione difficile se noi riusciamo ad avere il controllo della situazione.  Allora, agire saggiamente mentre viene portata una tecnica di Krav Maga verso un aggressore è un passo cruciale durante lo scontro.

 

10. Informare gli altri

Informare le persone attorno a noi e nel modo più veloce possibile, in maniera particolare quando ci si sta difendendo attivamente e contrattaccando, è la mossa più intelligente da fare. In considerazione che si è una vittima di un aggressore, quando si entra in possesso di un’arma va usata se possibile o nascosta in modo da non rimanere esposti a rischi superflui.

 

 

11. Raggiungere una zona sicura il prima possibile

Il raggiungimento di una zona sicura non è solo per fini di sicurezza ma soprattutto per controllare il proprio corpo dopo aver affrontato un aggressore.

In KMG, le ferite e gli infortuni possono essere critici se non vengono monitorati non appena possibile dopo l’aggressione. Una volta quindi che si raggiunge una zona di sicurezza, è importante controllare lo stato del proprio corpo, verificare se ci sono ferite e trattarle velocemente. Richiedere assistenza quanto prima e ricordarsi il maggior numero di dettagli dell’aggressione come i tratti caratteristici, le sembianze o il vestiario. Il nostro maggiore interesse è poter identificare l’aggressore in modo da essere localizzato.

 

12. Da tenere a mente

Bisogna ricordarsi della necessità di difendere noi stessi attraverso tutti i mezzi necessari, siano essi solo con le nostre mani, con le armi bianche o solo attraverso la nostra mente. Dobbiamo superare una situazione di pericolo comportandoci in maniera più intelligente,  attuando le scelte migliori e lavorando sull’efficienza.

Dobbiamo sempre tenere la distanza dal nostro aggressore ed utilizzare tutte le tecniche KMG necessarie con le quali ci siamo allentati e condizionati. Dopodiché, si utilizzano le tattiche del “post-fights”:

Lasciare l’area il prima possibile; localizzare ed assistere i propri amici o familiari; cercare e localizzare strumenti che posso essere di aiuto; guardare e recarsi verso l’uscita; cercare le proprie cose come documenti, chiavi della macchina o telefono.